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Margotte

Anche nelle margotte lo scopo è quello di far produrre radici  in certe parti del fusto o del ramo dove naturalmente non si formerebbero. Si differenzia dalla talea perchè la produzione delle radici avviene quando la parte interessata è sempre attaccata alla pianta madre e si stacca soltanto dopo la produzione delle radici.

Mi sono informato molto su questa tecnica e le ho provate più o meno tutte, dai consigli del nonno a quelle del mega store dei fiori.

Il nonno consiglia
Scegliere il ramo da riprodurre, con una diametro non inferiore al cm e individuare un nodo. Incidere in modo longitudinale vedendo di prendere anche una piccola porzione di tessuto interno. Inserire nell’incisione un piccolo pezzo di legno per evitare che le parti tagliate si tocchino. Il taglio ha lo scopo di impedire la libera circolazione della linfa che così si accumula in quel punto facilitando la produzione delle radici.

Inserire un cono , di qualunque materiale resistente alle intemperie, sul ramo in modo tale da avere la possibilità di riempirlo di terra e farla aderire bene al taglio. Ricordiamoci di garantire sempre un minimo di umidità. Il cono ci permette di poter vedere lìevoluzione della margotta.

Il mega store dei fiori consiglia
Individuare il ramo e incidere togliendo un anello di corteccia. In genere l’altezza dell’anello tolto coincide con il diametro del ramo preso in considerazione. Trattare l’incisione con un ormone radicante, il solito utilizzato per le talee e circondate il tutto con terriccio o terra mista a sabbia. Ricoprite la terra con del nylon preferibilmente nero e chiudete entrambe le estremità con del nastro adesivo. Se il periodo è particolarmente secco potrete usare una siringa per aggiungere acqua di tanto in tanto.

Il periodo per le margotte varia in base al tipo di pianta. In genere si sceglie la primavera. Va eseguita quando la pianta è in pieno regime di produzione di zuccheri,nel nord d’Italia ottimale è il mese di maggio, per il sud occorre anticipare. Tre o quattro mesi sono il termine minimo in genere per produrre le radici nelle latifoglie, le conifere necessitano di tempi più lunghi che possono arrivare anche a due anni. E’ una dei pochi sistemi utili per la riproduzione delle magnolie.

Per le piante con rami flessibili e vicini a terra e per quelle a fusto flessibile come le rampicanti, si pratica una particolare Margotta che prende il nome di Propaggine. E’ una tecnica semplice, la stessa usata per le viti, che consiste nel piegare, dopo aver fatto un’incisione,  il ramo fino al suolo sotterrandolo. E’ possibile usare delle focelle di legno o metallo per far rimanere il ramo nella posizione desiderata.

Le Margotte non devono mai essere staccate dalla pianta medre se non siamo sicuri che abbiano ben radicato. Per questo la tecnica del nonno è quella che preferisco.

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