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Ginko biloba

Il Ginkgo biloba è una pianta di origine cinese ed appartiene alla famiglia delle Ginkgoaceae.  È una pianta arborea che raggiunge un’altezza di 30-40 m, chioma larga fino a 9 m, piramidale nelle giovani piante e ovale negli esemplari più vecchi. Il tronco presenta rami sparsi da giovane, più fitti in età adulta. Il nome Ginkgo proviene dalla traduzione del giapponese Yin-Kwo (frutto d’argento). E’ la pianta più anticamente citata al mondo (la descrizione nella medicina cinese risale al 2800 a.C.).

E’ considerata un vero e proprio fossile vivente visto che è l’ultima sopravvissuta della famiglia Ginkgoaceae. E’ infatti una pianta antichissima esistente già nel paleozoico superiore. Ebbe un periodo di espansione durante l’era mesozoica (periodo Giurassico) quando era ben diffusa anche Euroipa e in Italia. Successivamente, a causa dei dei cambiamenti climatici si è estinta ovunque circa 2.000.000  anni fa, fatta eccezione per Cina più altre piccole zone asiatiche e Giappone. E’ ricomparsa in Europa attorno al 1700 quando vi è stata reintrodotta per le importazioni.

Durante l’inizio del periodo Triassico le ginko erano la vegetazione dominante ed erano discretamente evolute; in questo periodo si assiste alla evoluzione dei semi della pianta palmata:i semi della pianta si sono evoluti e la pianta divenne la più diffusa sul pianeta. Questo tipo primitivo di semi é chiamato “gimnosperma” cioé “semi nudi” dal momento che gli stessi non sono raccolti in frutti ma protetti in coni o in gusci. E’ una pianta dioica, individuo maschile con sacche polliniche e individuo femminile con ovuli producenti semi.

Nei sistemi di classificazione più antichi l’albero del ginko venne classificato come Coniferopsida, poichè si pensava essere più simile alle conifere piuttosto che a qualunque altra gimnosperma, ma i due gruppi sembra si siano evoluti indipendentemente.

Il Ginko preferisce una posizione soleggiata e un clima fresco. Non è particolarmente esigente quanto a tipo di terreno ma vegeta meglio in terreni acidi e non asfittici. È una pianta che sopporta le basse temperature: è stato dimostrato che non subisce danni anche a -35°C. La moltiplicazione avviene generalmente per margotta.

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